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L’omicidio di Stefano Cucchi

Come tutti voi saprete ieri si è concluso il processo ai due carabinieri responsabili dell’omicidio di Stefano Cucchi.

i due militari sono stati condannati dalla Corte d’Assise di Roma alla pena di 12 anni di reclusione.

Oggi molti opinionisti hanno lamentato il fatto che la condanna fosse lieve visto che si tratta pur sempre di un omicidio, facendo presente come per altri reati, ad esempio lo spaccio di stupefacenti, vengano irrogate pene più gravi.

Ebbene corre l’obbligo di sottolineare come i due carabinieri accusati del pestaggio di Stefano Cucchi, fossero stati rinviati a giudizio per omicidio preterintenzionale.

L’omicidio preterintenzionale è un reato che si distingue dall’omicidio volontario e che prevede pene meno gravi.

La differenza tra l’omicidio volontario e quello preterintenzionale risiede nell’intenzione del soggetto che commette il reato.
Difatti la condotta punita con l’omicidio preterintenzionale è quella del soggetto che ha l’intenzione di procurare delle lesioni alla persona offesa, ma non di ucciderla.

Se nell’aggredire il malcapitato, le lesioni procurate alla vittima sono tali da procurare la morte, l’autore dell’aggressione risponde in questo caso di omicidio preterintenzionale, in quanto: è vero che la sua intenzione non era quella di uccidere, però nel compiere l’aggressione doveva rappresentarsi (anche vista l’entità dei colpi inferti alla vittima), la possibilità che questa potesse morire.

La pena base per l’omicidio preterintenzionale è di 10 anni e per questo si giustifica la pena ad anni 12 di reclusione irrogata ieri dalla Corte d’Assise ai due carabinieri

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Avv. Davide De Caprio
Avv. Davide De Caprio
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